Un anno di Oratorio per avere il cuore grande

Siamo tutti venuti al mondo con un’attesa, con una promessa.

Da ieri ha preso il via la settimana della Festa dell’Oratorio. Su queste pagine troverete solo qualcosa degli appuntamenti più importanti, perché vogliamo che questa festa sia anzitutto da vivere, da protagonisti, venendo in oratorio a vedere.

Qui lasciamo una riflessione, che vuol essere la cornice dentro cui sarà bello camminare lungo l’anno oratoriano.

L’abbiamo raccolta da Silvio Cattarina, fondatore, a Pesaro, de L’imprevisto, Comunità per il recupero di giovani tossicodipendenti (nella foto la testimonianza di Cattarina e di alcuni suoi giovani, Auditorium di Rho, 18 settembre 2017).

 

“Ai giovani va detto che la vita non è l’esito delle nostre mani, l’esito di quello che ognuno riuscirà a combinare con la propria forza e il proprio impegno.

Ma la vita non è questione di successo.

I giovani – e noi tutti – sono venuti al mondo per una promessa di Bene, a questo solo occorre dobbiamo guardare. E il compito di genitori ed educatori, più che di accogliere, è quello di dire che questo bene c’è.

Il compito è di indicare. Indicare una vita bella, dove sei voluto bene, dove vali tu, in quanto tale, e dove sei anzitutto perdonato.

Perdonati perché investiti da un super dono, che è quello della Presenza di Gesù, nella vita presente, nell’adesso.

Avere un cuore grande, avere un cuore sempre più grande.

Questa la sola preoccupazione.”

 

Tutto il resto verrà. Il cammino di questo anno di Oratorio ha questa ‘pretesa’: di mostrare che si può imparare ad avere questo cuore grande.

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