Umili perché veri

L’omelia di don Fabio scuote, questa domenica; il Vangelo è quello ‘del fariseo e del pubblicano’.

Farisei: quelli che fanno cose giuste, che si credono perfetti, sanno bene la legge e cercano di applicarla. Al contrario i pubblicani: i corrotti, che cercano sempre il proprio interesse, un po’ faccendoni, diremmo oggi, i mafiosi.

Però….

Però forse un po’ farisei lo siamo tutti, quando abbiamo quell’intima presunzione di sapere tutto e di essere i soli ad essere giusti davanti a Dio (e ci facciamo belli davanti a Lui).

Farisei siamo, quando pensiamo di essere a posto. Ma nella preghiera…la verità di noi viene fuori. E il Signore, se ne accorge!

Dobbiamo essere umili. Umili cioè veri.

Don Fabio suggerisce allora di imparare questo:

  • fare opere buone
  • riconoscere di essere piccoli, dire al Signore che chi sta davanti a noi o a fianco è meglio di noi e noi siamo piccoli. Dio saprà poi fare grandi cose, perché vede un cuore umile.

Quando guardiamo gli altri sbagliare e giudichiamo, a volte li disprezziamo, siamo farisei.

Ma il cristiano vero non disprezza la persona, semmai condanna il gesto, l’atto cattivo che la persona ha commesso.

Papa Francesco che va a trovare i carcerati è un esempio di questo.

Dio per primo fa così con noi: non ci dice mai “tu sei brutto”, è brutto quello che uno ha fatto.

Anche a Gesù non piace quello che fa il pubblicano ma continua a cercarlo.