La Passione di Previati al Museo Diocesano

Il Museo Diocesano di Milano propone, per il periodo quaresimale-pasquale, la mostra “Gaetano Previati.La Passione”, che resta aperta dal 20 febbraio al 20 maggio 2018.

Orari: martedì – domenica dalle 10 alle 18. Chiuso il lunedì.

Poche opere ma che fanno fare un percorso intenso. Di grande spiritualità.

CHE COSA

Si potrà vedere La via al Calvario, entrata in via permanente nella collezione del Museo, per un lascito testamentario. Accanto ad essa, una seconda versione dello stesso soggetto, proveniente dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona.

Infine la Via Crucis, realizzata tra il 1901 e il 1902, proveniente dai Musei Vaticani e di recente restauro, oltre alle 14 riproduzioni fotografiche, ritoccate a punta d’argento dallo stesso Previati e conservate oggi nella Chiesa dei SS.Quirico e Paolo a Dogliani (CN). Le grandi tele della Via Crucis sono state a lungo custodite negli appartamenti papali. Qui si possono finalmente ammirare.

PERCHÈ VEDERLA

Previati dipinge costantemente temi sacri e in particolare la Passione di Cristo. Quasi il segno di una necessità interiore. (Infatti, tranne la Via Crucis del 1888 destinata al Cimitero di Castano Primo, tutte le altre sue opere sono steste realizzate senza una specifica committenza).

L’interesse di Previati si concentra sulla figura di Maria e del Cristo sofferente.

Maternità e Passione sono per lui segno del mistero della vita e della morte; l’artista si misura con le domande più profonde dell’uomo e ci propone immagini di intensa spiritualità.

PUNTI DI ATTENZIONE DELLE OPERE ESPOSTE

Presentate una accanto all’altra le due versioni della Via al Calvario. In entrambe Previati mostra il dolore della Vergine, al centro di un corteo forse tutto femminile di cui non si scorge né inizio, né fine, che lentamente sale da Gerusalemme al Golgota. Maria, madre distrutta dal dolore, sorretta dall’abbracci delle donne che sono con lei, è immagine della sofferenza corale di tutta l’umanità.  Diverse per luminosità, con la tela del Diocesano dai toni terrosi e quella di Tortona dominata dal turchese, orientano entrambe verso un movimento ascensionale.

La sequenza delle 14 stazioni sottolinea il tema del dolore e della Passione di Cristo, non solo grazie alla imponente, tragica, monumentale figura del Salvatore, ma anche al ritmo cromatico incalzante e alla parabola della luce, che va via via diminuendo, sino all’oscurità dell’ultimo dipinto. L’inquadratura ravvicinata, il disegno deformato, i volti dalle espressioni accentuate sottolineano la drammaticità del racconto della Passione.