Educare: ipotesi positiva

Venerdì 29 si conclude il ciclo di incontri proposto ogni anno presso le Orsoline a genitori, educatori, insegnanti e catechisti. Ne abbiamo richiamato l’importanza più volte, sollecitando la partecipazione.

Con questo però non volevamo trasmettere l’idea che come educatori dobbiamo sentirci inadeguati.

Può succedere, in certi momenti, ma diciamo qui che educare è possibile! …anche attraverso le nostre fragilità.

Rappresenta l’avventura più grande che un uomo e una donna possano vivere!

I figli non ci sono dati solo per metterli al mondo; generare è molto di più.

“E’ trasmettere loro qualcosa di noi stessi, il significato e il valore della vita. L’educazione è possibile quando abbiamo uno sguardo positivo sulla nostra vita, prima ancora che su quella dei nostri figli.

Di fatto comunichiamo soltanto ciò che viviamo nel presente. E se siamo cristiani, sappiamo che il nostro fondale ultimo rimane la speranza.” Così si esprime ad esempio il vescovo Camisasca.

Ciò che conta è comunicare l’ideale a cui si tende e per il quale si è appassionati, pur consapevoli di non essere perfetti.

I figli devono vedere in noi questa tensione; ognuno di noi sa per cosa valga la pena impegnarsi e rischiare, cosa è giusto e sbagliato, vero o falso.

E ancora…

La grazia più importante che i genitori devono chiedere a Dio è che i loro figli abbiano maestri e amici veri.

L’educazione ci riguarda tutti. O ci arrangiamo con il fai da te o abbiamo l’umiltà di farci aiutare.

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