“Dio ha fatto il mondo, come il mare fa la spiaggia…

…ritirandosi.” (La frase è del poeta e filosofo tedesco Hölderlin).

L’immagine del mare che si ritira per creare la spiaggia non toglie forza e importanza al moto delle onde, ma assicura che esiste sempre un modo per fare spazio alla propria dignità e soprattutto che esiste uno spazio in cui l’uomo è chiamato a giocarsi nella sua libertà.

E così la fortezza evangelica non ha nulla a che fare con la violenza che si impone; essa si esprime piuttosto con la capacità di lavorare su se stessi, per superare l’attaccamento al proprio io.

Chi sa dichiarare guerra al proprio egoismo sarà capace di contrapporsi ad ogni forma di male, diventando, con la sua vita, segno leggibile di un Dio amore.

Ciascuno vigili su se stesso, perché la “banalità del male” di Hannah Arendt è sempre in agguato.

Vigilanza ed esercizio di libertà.

Questo testimonia Liliana Segre, neo-senatrice a vita, sopravvissuta ad Auschwitz. Questo il senso ogni anno, il 27 gennaio, della “Giornata della memoria”.

Fare memoria di quanto successe ai milioni di ebrei sterminati nei campi di concentramento, perché simili atrocità dell’uomo sull’uomo non si ripetano – mai – in nessun luogo e in nessun tempo.

 

 

 

 

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