Chi sono i cristiani? Messaggio per il Corpus Domini

Chi sono i cristiani? 

Ti do tre caratteristiche

1. I cristiani, gente per bene
I cristiani sono gente per bene. Parcheggiano con criterio, se sbagliano una manovra chiedono scusa. Parlano senza troppe parolacce, discutono senza gridare troppo, parlano di calcio, di politica, un po’ come tutti, si lamentano dei mali presenti, un po’ come tutti.

Sono gente per bene: se c’è da dare una mano, non si fanno pregare; se capita una disgrazia, sono tra i primi a commuoversi e a soccorrere, per la festa del paese ci prendono gusto a organizzare il pranzo comunitario e la pesca di beneficenza.

2. I cristiani hanno un cruccio
Tuttavia i cristiani sentono dentro una inquietudine, un cruccio che non li lascia tranquilli. Guardano i loro figloo e sospirano: “Come sono belli e cari! Ma che sarà di loro? Non siamo in grado di assicurare loro la gioia!”. Applaudono gli sposi novelli, ma hanno come un retropensiero: “Come sono contenti! Ma durerà? Non siamo in grado di assicurare la fedeltà!”. Attraversano con un senso di colpa i giardinetti in cui bivaccano adolescenti inconcludenti: “Quanto tempo sciupato! Quanti talenti sotterrati! Non siamo in grado di aiutarli a rispondere alla loro vocazione!”.
Ecco come sono i cristiani: sono inadeguati e sanno di non essere all’altezza della loro missione. Sono là per essere sale e non riescono a dare sapore! Sono là per essere luce e anche loro talora sono avvolti da un grigiore confuso.

3. I cristiani, né argento né oro, ma se stessi

L’essere inadeguati al compito non è, per i cristiani, motivo di scoraggiamento. Non si sentono complessati. Continuano a ripetere le parole di Pietro: “Non possiedo né argento né oro, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo…!”(At 3,6)
Per questo, ogni anno, i cristiani percorrono le vie della vita quotidiana celebrando la processione del Corpus Domini, per dire a tutti: “Questo sì possiamo offrirlo: il Pane della vita eterna. E la nostra vita, pronta a essere plasmata da questo Pane.

Non abbiamo che questo

(rielaborato dal messaggio di mons. Mario Delpini, Vicario Generale, Arcidiocesi di Milano, in occasione del Corpus Domini 18.06.2017)